POKEMON WIZARDSKeep It Sealed

Catalogo

Scheda Allevamento Pitone reale

Come allevare un Pitone reale

super-pastel-ghost-ball-python
Pitone reale - Morph: Super Pastel Ghost

INTRODUZIONE

Il Pitone reale (Nome scientifico: Python regius) è anche conosciuto come Pitone palla (Ball Python) per via della sua posizione classica di difesa nel quale protegge la testa, fragile e delicata, avvolgendola nelle spire e assumendo questa particolare forma sferica, da qui "palla".

Si tratta di un piccolo pitone africano il cui habitat è l'Africa centro-occidentale, dove trascorre le sue giornate nascosto in tane di roditori sotterranee in attesa di poter catturare un malaugurato topo o ratto che decide di rifugiarsi nel suo stesso buco.

Pitone a palla
Pitone reale nella classica posizione a "palla"
I Pitoni reali sono molto allevati in tutto il mondo principalmente per 4 fattori: Non presentano infatti particolari attenzioni nell'allevamento e sono consigliati anche a chi si approccia per la prima volta al mondo dei rettili, informandosi ovviamente prima su come poterli tenere (stabulare) al meglio.I Python regius hanno una lunghezza media che varia tra gli 1,3 e 1,5 metri con qualche eccezione rara ma che non supera mai i 2 metri di lunghezza per massimo 3-4 kg di peso.
Foto con due femmine adulte di Pitone reale (2-2,5 kg circa)
Fin dagli inizi degli anni '90 sono stati selezionati nei paesi di origine in modo da isolare e amplificare determinati tratti genetici (colorazioni), l'allevamento amatoriale ha contribuito poi alla nascita di un incredibile variabilità di disegni (pattern) e colori, rendendoli delle vere e proprie moderne opere d'arte, molto lontani dalla colorazione originale Ancestrale (Normal).
Python regius Redstripe YB Spotnose Desert Ghost Clown
Pitone reale - Morph: Redstripe YB Spotnose Desert Ghost Clown - Proprietà: KINOVA Reptiles

DOVE TENERLI

I Pitoni reali possono essere tranquillamente allevati in casa, anche in appartamento, non necessitano di particolari e voluminosi spazi. Al fine però di trovare il perfetto e ideale habitat per poterli tenere al meglio dobbiamo effettuare una riflessione su come normalmente vivono in natura e quali sono le loro necessità. I Pitoni palla cercano principalmente una cosa: protezione. In natura infatti vivono nascosti, al buio, stretti in una buca con le spire dilatate contro le pareti in modo da sentirsi avvolti e protetti. Anche se ormai sono decine di generazioni che non vivono più in Africa, questo bisogno di protezione rimane; significa che possiamo anche costruire una teca che riproduca fedelmente un ettaro di prateria di 20 metri quadrati ma nel momento in cui metteremo una piccola e angusta tana troveremo il nostro piccolo Pitone quasi sempre nascosto dentro.
A-hunter-digging-for-a-ball-python-Python-regius-B-ball-python-uncovered-from-a-rodent
Un cacciatore di Pitoni reali dell'Africa Occidentale che scava alla ricerca di tane sotterranee
Sconsiglio di adottare delle soluzioni definitive nell'allevamento di un Pitone reale nelle prime fasi di vita, quando il serpente è solo un piccolo baby, perché in questo periodo cresce molto velocemente e non è raccomandabile inserirlo in una teca con una tana troppo grande poiché potrebbe causare disorientamento e inappetenza (smette di mangiare). Consiglio invece come primo approccio l'utilizzo di una scatola in plastica grande al massimo 35x25cm, potete optare per un Fauna-box, facilmente reperibile in un qualsiasi centro di giardinaggio, oppure scegliere una soluzione fai-da-te adattando una delle tantissime scatole in plastica dell'Ikea (molto utilizzata è la linea Samla).
Fauna Box - Exo Terra
ikea samla
Scatola linea Samla - Ikea
Come potete notare entrambe le scatole sono sviluppate principalmente in superficie piuttosto che in altezza, questo perché non essendo i Pitoni reali dei grandi esploratori, non necessitano una teca molto sviluppata in quest'ultima dimensione. Questa caratteristica unita al fatto che i Pitoni sono spinti da bisogni primari e non necessitano di grandi arricchimenti ambientali (tronchi, piante ecc.) ha portato gli allevatori ad adottare principalmente una soluzione di alloggio, il rack.
rack pythons
Rack professionale da 40 posti
I rack sono dei veri e propri "condomini" dove è possibile alloggiare un numero elevato di Pitoni di diversa grandezza, ogni scatola può presentare al suo interno una tana in cui il serpente andrà a rifugiarsi; in generale le pareti piene consentono al Pitone di rimanere al buio e sentirsi protetto evitando inutili stress come i vetri trasparenti delle teche. Questa soluzione è consigliata per chi ha intenzione di cominciare ad allevare e riprodurre diversi esemplari, in caso di pochi animali è possibile adottare la classica teca in vetro, anche se quest'ultima risulta esteticamente più appagante per gli occhi di un visitatore ma molto meno dal punto di vista del benessere del Pitone. E' importante per questioni di dominanza tenere sempre un singolo Pitone per teca, soprattutto in fase subadulta e adulta. Eccezionalmente in caso di mancanza di spazio è possibile tenere i baby appena nati insieme in una sorta di Nursery, ricordandosi sempre di alimentarli singolarmente in luoghi separati. Questo aspetto verrà approfondito nei prossimi capitoli.

COME RISCALDARLI

La temperatura ideale per un Pitone reale oscilla tra i 25°C e i 32°C. E' fondamentale nella progettazione di un terrario/rack tenere conto di una zona fredda e una zona calda che faccia oscillare la temperatura tra questi due valori, il sistema riscaldante infatti dovrà sempre essere posizionato SOTTO e non dentro alla scatola/teca ma soprattutto in corrispondenza di un terzo della superfice totale. Questa soluzione permetterà all'animale di poter decidere in autonomia quale temperatura preferire, spostandosi all'interno della teca o in alcuni casi muovendo e assottigliando il substrato. Lo strumento perfetto per mantenere la giusta temperatura in una teca di Pitone reale è il tappetino riscaldante, in quanto il calore si spande uniformemente su tutta la sua superfice. Sconsiglio altri strumenti quali il cavetto riscaldante, che concentra il calore in una superfice limitata, ma soprattutto mai usare una lampada riscaldante o UV. Entrambi questi due metodi rischiano di provocare al serpente lesioni e scottature.
tappetino riscaldante 7W - 15x28cm
Tappetino riscaldante da 7W (Watt) - 15x28cm
I tappetini riscaldanti esistono in diverse misure, sia dal punto di vista delle dimensioni che della quantità di Watt, ovviamente maggiore sarà la dimensione maggior anche il wattaggio e il calore prodotto. Nella maggior parte delle altre schede di allevamento troverete utilizzato insieme al riscaldamento un altro strumento fondamentale, il termostato. Questo oggetto tramite una sonda è in grado di rilevare la temperatura e dare o togliere alimentazione al tappetino in base al rilevamento. Sono 14 anni che allevo Pitoni reali senza usare il termostato, per due motivi: praticità e affidabilità. Per quanto riguarda la praticità non ho mai considerato un ottima soluzione quella di tenere una vasca vuota solo per misurare la temperatura media, questo problema si potrebbe ovviare mettendo la sonda in una delle vasche che ospitano un Pitone, ma cosa succede se malauguratamente la sonda finisce nella ciotola d'acqua? Viene rilevata una temperatura bassissima e tutti i tappetini iniziano a surriscaldare le vasche con un potenziale pericolo per i Pitoni stessi. Per non parlare di altre tipologie di malfunzionamenti che possono succedere con i termostati, anche molto banalmente che si scarichino le pile, per quelli alimentati a batteria. Da qui la mia mancata affidabilità verso i termostati per l'allevamento. Quindi come ho risolto questo problema? Con dei tappetini a basso wattaggio. Sin dal principio ho cominciato ad adottare dei tappetini riscaldanti da 7W (28 x 14cm) scoprendo che mantenendoli accesi 24/7, in una condizione di temperatura casalinga normale (quindi 25-27 °C d'estate e 18-20 °C d'inverno) sono in grado di sviluppare al massimo una temperatura di 32-33 °C nella zona calda della teca. In questo modo non c'è più la preoccupazione del termostato e della sonda ma soprattutto abbiamo un riscaldamento che al massimo della potenza non può causare alcun danno o bruciatura al nostro Pitone.  Alcuni di essi, i nuovi modelli hanno addirittura un piccolo termostato integrato nel filo. Consiglio di utilizzare durante le fasi più calde dell'estate un temporizzatore, per togliere totalmente l'alimentazione nelle ore più calde della giornata, soprattutto quando già in casa si arrivano a sfiorare i 31-32 °C. temporizzatore-analogico-meccanico-programmabile-apparecchi-e-luci Questa soluzione risulta ideale per tutti coloro che vogliono tenere un Pitone tra le mura domestiche a una temperatura "normale" di casa, per altre tipologie di alloggi invece (cantina, garage ecc) consiglio di valutare attentamente la temperatura media del locale e calibrare il giusto wattaggio del tappetino.

CHE SUBSTRATO USARE

Una volta trovata la giusta dimensione della teca e il riscaldamento adeguato dovremo inserire sul fondo un substrato che fungerà anche da isolante termico. I substrati si dividono in due macro-categorie: compatti e granulari.

COMPATTI

Per substrati compatti si intendono tutti quei substrati "a fogli" che siano carta di giornale, carta bulinata o lenzuolo medico. Pro:  Contro:
carta bulinata pitone reale
Carta bulinata macchiata dall'acqua

GRANULARI

Per substrati granulari invece si intendono tutti quei substrati "a pezzi" fini come la segatura o l'aspen o grossi come il legno di cocco. E' FONDAMENTALE nel caso di utilizzo di un substrato granulare, che esso sia rigorosamente DEPOLVERIZZATO, in quanto la polvere andrà a causare infezioni alle vie aeree (bocca-polmoni) del nostro serpente. Pro:  Contro:
segature depolverizzata
Rimozione di un urato con segatura depolverizzata
In generale non esiste un substrato ideale, è un fattore molto soggettivo: per quanto riguarda la mia esperienza ho utilizzato per tantissimi anni la segatura depolverizzata reperibile in qualsiasi supermercato come lettiera per criceti e conigli. Nell'ultimo anno ho sperimentato la carta bulinata, inizialmente molto apprezzata per la sua facilità di cambio e stoccaggio, sta cominciando a diventare problematica in quanto ha un aspetto sempre sporco, si strappa e i miei Pitoni ormai hanno imparato non solo a piegarla e andarci sotto ma a farci dei veri e propri origami. Un altro fattore da considerare è il carattere intrinseco di ogni esemplare di Pitone, ci sono quelli più ordinati che mantengono un substrato pulito per molto tempo e quelli invece a cui piace incasinare tutto ribaltare la ciotola piegare i fogli ecc. In questo caso è possibile adottare una soluzione ibrida con diverse tipologie di substrato a seconda del carattere del Pitone.

L' ACQUA

Una delle domande che mi viene fatta più spesso è: ma i Pitoni bevono? La risposta è si, i Pitoni non solo bevono, ma utilizzano l'acqua anche per altri scopi. Uno degli elementi fondamentali che non deve mai mancare nella teca di un Pitone reale è una fonte di acqua. Durante la sua crescita il serpente userà questo contenitore certamente per abbeverarsi ma anche per bagnarsi durante la fase di muta o rinfrescarsi durante le giornate più calde. Molte altre schede d'allevamento parlano di un sistema abbastanza ampio da poter far immergere totalmente il Pitone in caso di bisogno; questa condizione però non è sempre possibile da rispettare pertanto per esperienza vi dico che è sufficiente anche un piccolo vaso in grado di farlo immergere anche solo parzialmente. Fondamentale nella scelta della giusta soluzione è la forma e il peso, questo perché il Pitone spostandosi dentro la teca tenderà inesorabilmente a rovesciare e spostare ogni cosa che troverà in giro. Consiglio di utilizzare qualcosa che abbia la base inferiore almeno della stessa larghezza di quella superiore in modo che il Pitone passandoci sopra non riesca a spostare il baricentro e rovesciare tutto, quindi evitate soluzioni a forma di ciotola. Se il peso non sarà sufficientemente elevato il Pitone tenterà di infilarcisi sotto, soprattutto in presenza di irregolarità (aperture) sui lati che verranno presi dal serpente come ingresso a una tana ancora più piccola (quindi ancora più bella) per potersi nascondere. Per iniziare ad allevare un piccolo baby di Pitone è possibile utilizzare una soluzione molto pratica ovvero un posacenere, di quelli belli pesanti in vetro o in ceramica, unica accortezza non riempirlo mai troppo oppure l'acqua uscirà fuori dalle tacche. Un'altra soluzione comoda è utilizzare una ciotola per cani di quelle a trapezio con la base larga, assicurandosi che non abbia il classico buco laterale. Esistono tantissime tipologie di contenitori anche a forma di pietra molto più naturali, è possibile cercare su Amazon o nei negozi specializzati per trovare il giusto compromesso, rispettando sempre i due requisiti fondamentali.

COSA MANGIANO ( ALIMENTAZIONE )

La maggior parte dei serpenti incluso il Pitone reale mangia roditori. Non tutti i roditori però, attenzione, è bene somministrare al proprio reale solo Topi (Mus musculus) e Ratti (Rattus norvegicus).
Mus-musculus
Mus musculus (Topo)
rattus-norvegicus
Rattus norvegicus (Ratto)
Sconsiglio vivamente, anche in caso di necessità estrema, di somministrare altre tipologie come criceti gerbilli o topi mucca, questo perché il loro sapore risulta più forte e i Pitoni si abituano a questo sapore diventando inappetenti al resto, solo che questi roditori sono mediamente più difficili da trovare ma soprattutto costano molto di più perché ritenuti animali da compagnia. Piuttosto fateli digiunare fino a tornare a reperire topi e ratti, sempre che non si parli di troppi mesi. I topi e i ratti non possono essere quelli trovati in città e in campagna, essi infatti sono pieni di parassiti che porterebbero il Pitone alla morte pochi giorni dopo l'ingestione. I roditori devono provenire da un allevamento di cibo vivo o da un negozio che si rifornisce da questi allevamenti, solo in questo modo questi animali saranno idonei all'ingestione da parte dei rettili. Questi roditori da pasto potranno essere reperiti in due forme: vivo e congelato (deco) Il mio consiglio è di cominciare da subito ad alimentare il proprio Pitone con cibo congelato, ecco alcuni motivi per la quale risulta più comodo: Esistono alcune eccezioni per cui potrebbe essere necessario somministrate qualche topo vivo, come per esempio un baby particolarmente inappetente che si rifiuta di mangiare deco (anche ingollandolo), in questi casi si può somministrare qualche topo vivo provando subito a convertirlo al deco utilizzando magari la tecnica del trenino, che approfondiremo in un altro capitolo. ASSOLUTAMENTE MAI somministrare ratti vivi al proprio Pitone reale, infatti i denti del ratto risultano molto più lunghi e aguzzi rispetto al topo, questo fattore unito a una stazza maggiore possono mettere in serio pericolo il serpente durante la fase di caccia. Un morso ben sferrato in un punto sensibile come la testa potrebbe portare alla morte del serpente.
rat eat snake
Ratto attacca e uccide un Pitone reale (spero questa immagine vi si stampi nella mente per ricordarvi di non dare mai ratti vivi)
La differenza tra topo e ratto è infatti la grandezza: un topo appena nato (pinky) pesa 1-2g e arriva a pesare massimo 35-40g da adulto, invece un ratto appena nato pesa già 10g e da adulto arriva addirittura a sfiorare i 500g in alcuni casi.  Ne deriva che per far arrivare un Pitone reale ad un certo peso riproduttivo sarà necessario somministrare anche o solamente ratti. Questo perché alcuni allevatori decidono di evitare il passaggio di sapore topo-ratto e fanno effettuare i primissimi pasti dei propri Pitoni con ratti appena nati. Di seguito riporto il rapporto che ritengo personalmente più corretto tra peso del Pitone e peso della preda da somministrare, negli anni si è sempre parlato della regola del 20% (ovvero che la preda deve pesare il 20% del totale del peso del Pitone) questa "regola" risulta molto limitante e non tiene conto dell'esperienza che con gli anni un allevatore matura:
PESO PITONE PESO PREDA
50-70g 10-15g
150-200g 30g
500-600g 100g
800-900g 150g
1500-2000g 250g
2000g + 250g +
I più attenti di noi avranno notato in questa tabella un forte salto dalla preda da 30g a quella da 100g, questo perché è in questa fase che passo dai topi adulti da 30g ai ratti piccoli da 100g. Ad ogni passaggio a uno scaglione di preda successiva noterete il vostro Pitone crescere e mutare molto rapidamente. Un segnale che la misura della preda somministrata comincia a non bastare più è il fatto che il vostro Pitone non risulta gonfio durante l'ingestione/digestione e non sembra quasi aver effettuato un pasto.
Pitone reale femmina dopo aver mangiato un ratto adulto
Nel caso abbiate correttamente scelto l'opzione pasto deco, vi consiglio di scongelarlo utilizzando esclusivamente il metodo del bagno maria. Prendete una scatola alta, inserire la preda da scongelare e riempitela con l'acqua calda che esce dal normale rubinetto di casa. NON utilizzate per nessun motivo acqua bollente scaldata in precedenza ma soprattutto NON USATE IL MICROONDE, a parte per una questione prettamente igienica, ma soprattutto perché le onde per scaldare eccitano eccessivamente le cellule del roditore, che una volta pronto risulterà "cotto" e tenderà a sfaldarsi, cosa che vi sconsiglio caldamente.

COME FANNO LA MUTA

I Pitoni reali, come gli altri serpenti, durante il loro ciclo vitale crescono, sia in lunghezza che in spessore. A differenza dei mammiferi che adottano un accrescimento tramite rinnovamento cellulare, i rettili hanno bisogno di effettuare degli "step" chiamate mute. Soprattutto al termine di un pasto molto sostanzioso il Pitone comincia il processo che culminerà dopo 6-7 giorni con un nuovo strato di pelle: Giorno 1-2: il colore del nostro Pitone comincia a spegnersi, le parti di pattern bianche cominciano a tendere al rosa, quel contrasto e brillantezza cominciano a sparire e in generale risulta meno vispo e attivo. In questa fase comincia ad aumentare la presenza di un liquido al di sotto della pelle che ha lo scopo di separare lo strato superiore di pelle vecchia dall'inferiore con la nuova. foto_muta_pitone_reale_scheda_allevamento_12 Giorno 3-4: Il Pitone risulta di un colore molto spento, biancastro lattiginoso, questo colore è dato proprio dal liquido che in questo momento è visibile e ricopre la pelle appannandola, incluso l'occhio del nostro Pitone che sembra quasi avere una cataratta. Giorno 5-6: Il Pitone riprende il 90% del suo colore, la separazione tra i due strati è avvenuta e il liquido è sparito, il serpente è prossimo alla muta, in questo periodo va spruzzato con acqua abbondantemente per aiutare la muta finale, di li a poco inizierà il processo di fuoriuscita dalla sua vecchia pelle. foto_muta_pitone_reale_scheda_allevamento_56 Giorno 7: Muta effettuata, il colore del Pitone torna ad essere brillante, la muta è generalmente correlata ad espulsione di feci per cui molto probabilmente le troverete insieme alla vecchia pelle. foto_muta_pitone_reale_scheda_allevamento_7

ALLEVAMENTO

L'allevamento dei Pitoni reali risulta generalmente molto semplice, adatto a chi si approccia per la prima volta all'allevamento di serpenti. Seguendo quelle pochissime accortezze, prima fra tutte la temperatura, il vostro Pitone starà benone e riuscirete a vederlo crescere senza problemi da baby ad adulto. Appena portato a casa comincerà a esplorare tutto il terrario, soprattutto se baby e durante le ore serali, per prendere confidenza con l'ambiente circostante; dopo questa ispezione che può durare anche qualche giorno comincerà a stabilizzarsi preferendo rintanarsi nella tana o in una particolare zona della teca che ritiene "sicura". In questa specie l'alimentazione non risulta essere regolare e infallibile come per altri boidi, nel senso che non capiterà di rado che il vostro Pitone, che fino al pasto precedente ha mangiato tranquillamente, rifiuti il pasto. Questa situazione accade generalmente dopo un periodo di pasti regolari e frequenti, è come se il pitone si saturasse e dovesse fare un periodo "detox". Niente paura, controllate i parametri di temperatura e umidità, se è tutto ok, riprovate il pasto aspettando un periodo prolungato, almeno 2-3 volte l'intervallo adottato in precedenza. Ricordatevi sempre di monitorare il peso e vedere che non ne venga perso eccessivamente, in caso contrario consultate immediatamente un veterinario. I Pitoni reali sono animali sedentari, che accumulano grasso in eccesso come riserva energetica da quando sono nati, pertanto in un esemplare ben avviato un digiuno di un mese non risulta essere un problema, non fatevi prendere dalla paranoia. TORNA SU
LINGUA